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        無所畏懼的王子

        時間:2022-03-21來源:互聯網  進入意大利語論壇
        核心提示:C'era una volta un principe che non voleva pi stare a casa di suo padre; e poich non aveva paura di nulla, pens: Me ne a
        (單詞翻譯:雙擊或拖選)
         C'era una volta un principe che non voleva più stare a casa di suo padre; e poiché‚ non aveva paura di nulla, pensò: "Me ne andrò per il mondo in modo da non annoiarmi, e vedrò ogni sorta di cose." Così prese congedo dai suoi genitori e se ne andò, camminando da mane a sera, senza badare dove lo portasse la strada. Gli accadde di arrivare alla casa di un gigante e, poiché‚ era stanco, si sedette davanti alla porta a riposare. E, mentre il suo sguardo vagava qua e là, vide per terra, nel cortile del gigante, dei giochi: qualche palla enorme e dei grossi birilli. Dopo un po', gli venne voglia di giocare, raddrizzò i birilli e si mise a tirare le palle; quando i birilli cadevano, gridava, strillava e si divertiva. Il gigante udì il rumore, si affacciò alla finestra e scorse un uomo non più alto degli altri, che tuttavia giocava con i suoi birilli. Allora gli gridò: -Vermiciattolo, chi ti ha dato la forza per giocare con i miei birilli?-. Il principe alzò gli occhi, vide il gigante e disse: -Babbeo, credi forse di essere l'unico a possedere delle braccia robuste? Io so far tutto quel che mi piace!-. Il gigante scese, lo guardò tutto meravigliato e disse: -Uomo, se sei di tal fatta, va' a prendermi una mela dell'albero della vita-. -Che cosa vuoi farne?- domandò il principe -Non è per me- rispose il gigante -è la mia fidanzata che la vuole; ho già girato dappertutto, ma non riesco a trovare l'albero.- -Mi basterà mettermi in cammino- rispose il principe -e sicuramente troverò l'albero; e mi parrebbe proprio strano se non riuscissi a cogliere la mela!- Il gigante disse: -Non è così facile come credi. Il giardino in cui si trova la pianta è circondato da una cancellata di ferro e davanti a essa vi sono, accovacciate l'una accanto all'altra, delle bestie feroci, che fanno la guardia e non lasciano entrare nessuno-. -Vedrai se non mi lasceranno entrare!- disse il principe. -Ma se anche arrivi nel giardino e vedi la mela sull'albero, non è ancora tua: davanti c'è un anello e bisogna infilarci la mano, se si vuole raggiungere e cogliere la mela, e questo non è ancora riuscito a nessuno.- -Oh, è riservato a me- disse il principe -io ci riuscirò!- Prese congedo dal gigante e se ne andò per monti e valli, per campi e boschi, finché‚ trovò il giardino incantato. Le belve erano accovacciate all'intorno, ma stavano a testa bassa e dormivano. Al suo arrivo non si svegliarono, ed egli le scavalcò, salì sulla cancellata e giunse felicemente nel giardino. In mezzo vi scorse l'albero della vita con le mele rosse che luccicavano fra i rami. Il principe si arrampicò sul tronco, e mentre stava per cogliere una mela vide un anello pendere davanti al frutto, ma pot‚ introdurvi la mano senza fatica, e staccare la mela. L'anello però si strinse al suo braccio, ed egli sentì una gran forza pervaderlo all'improvviso, tanto che pensò di poter dominare ogni cosa; in realtà questa forza gliela dava l'anello. Quando ridiscese dall'albero, non volle arrampicarsi sulla cancellata, ma afferrò il gran portone, lo scrollò e quello si spalancò con uno schianto. Egli uscì, e il leone, che era disteso là davanti, si svegliò e lo seguì di corsa, non feroce e selvaggio, ma con umiltà, come se il principe fosse il suo signore, e non lo abbandonò più. Il principe portò al gigante la mela che gli aveva promesso. -Vedi- disse -l'ho colta senza fatica.- Il gigante si rallegrò di avere ottenuto così in fretta ciò che aveva tanto desiderato, corse dalla sua fidanzata e le diede la mela. Ella era una fanciulla bella e accorta e, non vedendo l'anello al suo braccio, disse: -Non credo che tu abbia colto la mela, se prima non vedo l'anello al tuo braccio-. -Oh- disse il gigante -non ho che da andare a prenderlo a casa.- E pensava di portarlo via con la forza a quell'omino debole, se non voleva darglielo spontaneamente. Tornò a casa e pretese che il principe gli desse l'anello, ma quello non voleva. -Dov'è la mela, deve esserci anche l'anello- disse il gigante. -Se non me lo dai, dovrai lottare con me!- Lottarono a lungo, ma il gigante non pot‚ nuocere al principe, divenuto fortissimo grazie alla virtù magica dell'anello. Allora il gigante escogitò un'astuzia e gli disse: -La lotta ci ha fatto venire caldo: bagnamoci nel fiume e rinfreschiamoci, prima di ricominciare-. Il principe, che non conosceva la slealtà, andò con lui al fiume, si tolse i vestiti, e anche l'anello dal braccio, e si tuffò nell'acqua. Subito il gigante afferrò l'anello e corse via; ma il leone, che seguiva sempre il suo padrone, si accorse del furto, l'inseguì e glielo strappò. Allora il gigante andò su tutte le furie, tornò al fiume e, mentre il principe era occupato a rivestirsi, lo agguantò e gli cavò gli occhi. Il povero principe adesso era cieco e non sapeva che fare. Il gigante gli si avvicinò di nuovo con intenzioni cattive. In silenzio, prese il cieco per mano, come qualcuno che volesse guidarlo, e lo condusse in cima a un'alta rupe. Poi lo abbandonò e pensò: "Se fa ancora due passi, si uccide cadendo, e io posso prendergli l'anello." Ma il fedele leone non aveva abbandonato il suo padrone; lo trattenne per il vestito e, a poco a poco, lo fece tornare indietro. Quando il gigante tornò per derubare il morto, lo trovò vivo e vegeto. -Possibile che non si riesca a mandare in malora un essere umano così misero!- disse furioso fra s‚ e s‚; prese nuovamente il principe per mano, e lo ricondusse all'abisso per un'altra via. Ma il leone si accorse del proposito malvagio e, fedelmente, salvò il suo padrone anche da quel pericolo. Quando giunsero sull'orlo del precipizio, il gigante abbandonò la mano del cieco per lasciarlo solo; allora il leone gli si scagliò addosso con tutta la sua forza, sicché‚ il mostro precipitò nell'abisso e si sfracellò. Poi l'animale allontanò di nuovo il suo padrone da quel luogo, e lo condusse a un albero, vicino al quale scorreva un limpido ruscello. Il principe si mise a sedere, mentre il leone si distese e gli spruzzò l'acqua in viso. Qualche goccia si posò sui suoi occhi e li bagnò, e il principe si accorse che la vista gli tornava, poiché‚ aveva scorto una luce e poteva distinguere qualcosa accanto a s‚. Era un uccellino che passò accanto al suo viso e urtò contro il tronco dell'albero, proprio come se fosse cieco. Allora si lasciò cadere nell'acqua, vi si bagnò, poi si alzò in volo e volò sicuro rasente agli alberi, proprio come se avesse riacquistato la vista. Il principe comprese che si trattava di un segno divino, si chinò sull'acqua e vi bagnò il volto. E quando si drizzò, aveva di nuovo i suoi occhi, chiari e limpidi come non erano mai stati. Il principe ringraziò Dio per quel miracolo e continuò a girare il mondo con il suo leone. Un giorno giunse davanti a un castello incantato. Sulla porta c'era una fanciulla di bella persona e di viso leggiadro, ma tutta nera. Gli rivolse la parola e disse: -Ah, se tu potessi liberarmi dal maleficio che qui mi tiene in suo potere!-. -Che cosa devo fare per liberarti?- domandò il principe. La fanciulla rispose: -Devi passare tre notti nel salone del castello incantato, senza che nel tuo cuore entri la paura. Se sopporterai senza un lamento le torture che ti faranno, sarò libera; non potranno comunque toglierti la vita-. Disse il principe: -Tenterò con l'aiuto di Dio: non temo nulla a questo mondo-. Così entrò allegramente nel castello, si sedette nel salone e attese che si facesse notte. Tutto tacque fino a mezzanotte, poi scoppiò un gran baccano e da tutti gli angoli sbucarono dei piccoli diavoli. Fecero finta di non vederlo, sedettero in mezzo alla stanza, accesero un fuoco e si misero a giocare. Quando uno perdeva diceva: -Non è giusto: c'è qui qualcuno che non è dei nostri, e la colpa è sua se perdo!-. -Aspetta, che vengo, tu, là dietro la stufa!- diceva un altro. Le urla erano sempre più forti, e nessuno avrebbe potuto ascoltarle senza aver paura. Il principe tuttavia non ne ebbe affatto. Alla fine i diavoli saltarono in piedi e gli si scagliarono addosso; ed erano tanti che egli non pot‚ difendersi.Lo trascinarono a terra, lo pizzicarono, lo punzecchiarono, lo picchiarono e lo torturarono, ma egli sopportò tutto senza avere paura e senza un lamento. Verso mattina sparirono, ed egli era così spossato da non potersi muovere. Ma allo spuntar del giorno venne da lui la fanciulla nera. Teneva in mano una bottiglietta in cui era l'acqua della vita; lo lavò con quell'acqua, e subito ogni dolore sparì, ed egli si sentì fresco e sano. Ella gli disse: -Hai superato felicemente una notte, ma ne hai ancora due davanti a te-. Poi se ne andò, e mentre si allontanava, egli notò che i suoi piedi erano diventati bianchi. La notte seguente tornarono i diavoli, e ricominciarono il loro gioco; ma ben presto si scagliarono sul principe e lo picchiarono con violenza, molto più crudelmente della prima notte, sicché‚ il suo corpo era pieno di ferite. Ma poiché‚ egli sopportò tutto in silenzio, dovettero lasciarlo; e quando spuntò l'aurora, comparve nuovamente la fanciulla che lo risanò con l'acqua della vita. Quand'ella se ne andò, egli vide con gioia che era diventata tutta bianca, meno la punta delle dita. Ora egli doveva superare solamente una notte, ma era la peggiore. I diavoli tornarono. -Sei ancora qui?- gridarono. -Ti tortureremo da mozzarti il fiato.- Lo punsero e lo picchiarono, lo gettarono di qua e di là e gli tirarono braccia e gambe, come se volessero squartarlo. Ma egli non diede un lamento e non ebbe paura, e si consolava pensando che tutto ciò sarebbe passato e che la fanciulla sarebbe stata liberata dal maleficio. Ma quando i diavoli sparirono, egli giaceva immobile e privo di sensi; non pot‚ neanche alzare gli occhi per vedere la fanciulla che entrava e lo bagnava con l'acqua della vita. E d'un tratto scomparve ogni dolore, ed egli si sentì fresco e sano come se si fosse appena svegliato dal sonno. E quando aprì gli occhi, vide accanto a s‚ la fanciulla, bianca come la neve e bella come il sole. -Alzati!- diss'ella -e brandisci per tre volte la tua spada sulla scala, così tutto sarà libero.- E quand'egli l'ebbe fatto, tutto il castello fu sciolto dall'incantesimo e la fanciulla era una ricca principessa. Entrarono i servi e dissero che nel salone la tavola era preparata e il pranzo già servito. Si sedettero, mangiarono e bevvero insieme, e la sera furono celebrate le nozze in grande esultanza.
        從前有個王子,他不愿留在他父王的宮殿中,因為他什么都不怕,他想:"我要去逛逛大千世界,在那兒時間對我來說才不會再漫長難熬,因為我會看到許多稀奇古怪的東西。"于是他辭別了父母走了。 他從早走到晚,日夜不停,也不擇路,因為不管走那條路對他來說都是一樣。 一天他來到了一個巨人的屋前,因為實在太累了,便坐在門邊休息。 他兩眼瞅瞅這、瞅瞅那,馬上就盯上了巨人放在院中的玩物。 那兒有幾個大球,還有像人一般大小的九柱球。 過了一會兒,他想去玩玩那木球,便把木柱立起來,再拿球撞它們,木球柱倒下時,他又笑又叫,高興得不得了。 巨人聽到吵聲,從窗里探出頭來,看見一個比別人都矮的人在玩自己的九柱球游戲。 "小東西,"他叫道,"你干嗎玩我的球?誰給了你這么大的力量?"王子抬頭看見了巨人,也說:"哦,你這笨蛋,你以為只有你的胳膊有力嗎?我想做什么就能做什么!"巨人便走了下來,滿臉欣羨地看他玩滾球游戲,并說:"小家伙,如果你真是那種人,去替我從生命樹上摘個蘋果來。""你要那干什么?"王子問。 "并不是我自己要,"巨人說,"我有一個未婚妻,她想要。我跑遍了世界也找不著那顆樹。""我會很快找到它的,"王子說,"我不知道有什么能夠阻止我摘下那個蘋果。"巨人說:"你那么自信這事情很簡單?那棵樹長在一個四周圍有鐵欄桿的花園里,欄桿前躺著嚇人的野獸,它們一個緊挨著一個守候著花園,誰也不讓進。""他們一定會讓我進的,"王子說。 "那好,但即使你進得去,看見了那懸在樹上的蘋果,它仍不是你的。它前面還掛著個環,誰想拿到那蘋果都得把手伸進去,但還沒有人有這運氣。""好運一定屬于我。"王子說。
        于是他告別了巨人,翻山越嶺,跨谷穿林,終于來到了那個奇異的花園。
        門口果真滿是怪獸,但它們一個個聳拉著腦袋,醉入了夢鄉,就是等他走近時,它們也沒醒來。 于是王子跨過它們身子,爬上籬笆,平安無事地到達了花園。 那棵生命樹就立在花園的正中央,紅紅的蘋果掛滿了樹枝,在陽光下熠熠生輝。 他爬上樹頂,伸手就要去摘那個蘋果,猛地看到了套在它前面的圓環,但是他毫不費力地把手伸了進去,拿到了那個蘋果。 突然圓環箍住了他的胳膊,他只感到一股強大的力量傳遍了全身。 他拿著蘋果跳下樹梢后,沒再跨過籬笆,而是抓住了大門,設想根本沒怎么撞它就"砰"地一聲開了,于是他走了出來。 這時躺在門口的獅子醒了,馬上跳起來跟著他跑,卻一點也不惱怒,也不讓人覺得殘忍恐怖,只是把他當成主子一樣地順從地跟著他。
        王子把那個蘋果交給巨人,說:"你瞧見了吧,我毫不費力就把它弄來了。"巨人可高興啦,想不到自己的愿望這么快就實現了。 他馬上跑到未婚妻那里,把那個她一直想要的蘋果給了她。 那可是個又美麗又聰明的少女 ,當他看到巨人手上沒有圓環時,說:"我不會相信這蘋果是你摘的,除非我看到了你手上戴有圓環。"巨人說:"那我只好回去把它拿來。"他以為那還不容易,管那個小人兒愿不愿意,他用強力奪過來就行。 于是他要王子把圓環取下來,但王子并不答應。 "蘋果在哪里,圓環也該在哪里,"巨人說,"如果你一意孤行,你就和我來干一架。"
        他們于是便開始撕打起來,但過了好久巨人也沒能傷著王子,因為王子有那圓環的魔力而力量大增。 于是巨人施了一條詭計,說:"打了這么久,我都熱了,你也一樣。我們不如先到河里洗個澡,涼涼身子再開戰吧。"王子并不知其中有詐,跟著巨人來到河邊,先脫下衣服,然后把圓環也從胳膊上脫下來,然后跳進水里。 巨人見狀拿起圓環就跑了。 但那只獅子看見了,馬上追了上去,從他手中奪過了圓環,并把它交還給了主人。 于是巨人躲到橡樹后面,趁王子忙于穿衣之際,突襲他并把他的雙眼挖了出來。
        現在那可憐的王子站在那兒,雙目失明不知如何是好。 巨人走到他身邊,像一個領路人一樣牽著他的手,把他帶上一塊巨石的頂端。 他讓王子站在上邊,心想:"再走兩步,他就會墜下懸崖,粉身碎骨,到那時,我就能從他的胳膊上褪下圓環。"但那只忠實的獅子并沒有忘記它的主人,它叼住了王子的衣服,把他慢慢地拖了回來。 等巨人來想把圓環偷走時,發現自己的詭計又落空了。 "難道就沒有辦法弄死那個小人嗎?"他生氣了,抓起王子順著另一條路又把王子領上了懸崖。 但那只獅子又瞧出了他的詭計,便又幫助主人逃脫了魔爪:當他們走近崖邊時,巨人放開了盲人的手,想把他一個人留在那里,但是獅子追上前去推了巨人一把,這樣巨人就墜下了山崖,跌得粉身碎骨。
        那忠實的獅子又把主人從懸崖上救了回來,把他引到一棵樹前,樹邊流淌著清澈的溪水。 王子坐在那兒,只見那獅子也趴下來,用爪子把水濺在王子的臉上。 有幾滴水滴進了王子的眼眶里 ,一下子王子又能看見些東西了。 他看見一只小鳥從旁邊飛來,撞在一棵樹上,雙眼受傷了,它便落入水中,洗滌全身,然后再向上飛,就好像它的雙眼又重見光明。 接著王子又認出了上帝的指示,便俯身跳進水里洗凈面龐。 等他再起來時,他的雙眼比以前更亮更明了。
        王子感謝了上帝的恩賜,繼續和他的獅子周游世界。 這天他來到了一座魔宮前,發現大門口坐著一位美麗雅致的姑娘,卻相當黑。 姑娘對他說:"啊,要是你能揭去我身上的魔符該有多好!""我該怎么辦呢?"王子問。 "你得在這魔宮里住三夜,但你不能有絲毫畏懼。魔鬼會竭力折磨你,如果你能承受這份折磨,不發出一點聲音,那我就自由了,他們不會要你的命的。"王子于是說:"我一點都不怕;上帝會保佑我的,我去試試看。"他就這樣喜滋滋地走進宮里,天黑時坐在大廳里耐心等待。 一時萬籟俱靜,然而到了深夜卻響起了一片喧嘩聲,洞里、拐角處猛地鉆出了許多惡魔。 他們好像沒發現他,自顧自地坐在大廳的中央,升起一堆火開始賭博。 有人輸了,他說:"這不對,房間里有個不屬于我們的人在這里,我輸了得怪他。""等一等,你們都呆在壁爐后面,我來了。"另一個說。 尖叫聲越來越大,這聲音聽了真叫人毛骨悚然。 王子坐在那兒,一聲不吭,一點都不害怕。 眾魔鬼最后還是從地上跳起來一齊向他撲來,魔鬼的數量越來越多,使他根本不能自救。 他們把王子拖倒在地,抓他、掐他、拖他、擰他,百般折磨他。 但他沒有發出任何聲音。 天快亮時,眾魔鬼走了,他累得幾乎不能動彈。 但天剛破曉,那黑姑娘就跑了進來,她手托一小瓶生命水,倒在他身上,為他擦洗身子,他立刻覺得再無痛楚,而且平添了一份新的力量。 "夜里你做得很好,但還有兩夜在后頭。"姑娘說完就走了。 在她走的時候,王子發現她的腳變白了。 第二天晚上,魔鬼又來賭博。 他們同樣又撲向王子,比前一晚上更殘忍地折磨他,直到他遍體鱗傷為止。 他靜靜地忍受著折磨,他們被迫離開了他。 天破曉時,姑娘又過來用生命水治好了他的傷。 等她走時,他高興地發現她全身已經白到了手指尖。 現在他只要再忍耐一晚了,但這次的折磨更甚于前。 眾魔鬼又跑過來,"你還在這兒?"他們叫道,"這次我們可得把你整死。"他們掐他、打他,把他扔來扔去,扯他的手和腳,差點把王子撕碎。 但王子還是忍受了,沒有發出一點聲音。 最后眾魔鬼又消失了,但這次王子卻暈倒在地,動彈不得,連頭也抬不起了。 姑娘跑了過來,用生命水為他擦洗傷口,他就再不覺得痛了,還一下子變得精神抖擻,神采奕奕,似乎剛從夢中醒來。 他睜開雙眼,看見一個白凈的姑娘站在身旁,美麗無比。 "坐起來,"姑娘說道,"到樓上去把你的寶劍揮舞三下,一切便都獲救了。"等他照著做了,整個宮殿都掙脫了魔咒,姑娘原來是位富貴的公主。 仆人們都跑來說餐桌已經擺好,飯已備好,于是他倆坐下來又吃又喝,當晚在歡慶聲中舉行了婚禮。
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